Abbiamo immaginato di fare cinema

15,00€

Descrizione

Frammenti di memoria contemporanea su settima arte e turismo cinematografico (e non solo) in Alessandria e dintorni

Credo sia difficile dare una collocazione al cinema perché “Il cinema non è arte, anche nel migliore dei casi…” come sosteneva lo sceneggiatore Ennio Flaiano (1910-1972) oppure “Il cinema non è un mestiere. È arte…” secondo il regista e sceneggiatore Jean-Luc Godard (1930-2022).
Si tratta comunque di un eterno presente dovuto alla permanenza delle immagini di una realtà trasfigurata che attinge continuamente storie dal passato e può mescolarle alle idee, anche le più strampalate, che ci siamo fatti sul futuro.
Insomma, è una tecnica che in realtà non ha tempo, se non il proprio.
Il cinema è un lavoro di squadra, sebbene talune parti si possano svolgere in solitario come la scrittura di un soggetto e quella di una sceneggiatura.
In termini pratici risponde all’assioma “il cinema è un’idea che incontra un budget” buono anche invertendo i fattori “il cinema è un budget che incontra un’idea”.
Questo il tracciato su cui ho costruito una raccolta di notizie ed eventi storici con riferimento al territorio alessandrino, seguendo memorie e considerazioni personali.
Vi sono note tecniche che confido possano esser utili, ritrovate nei miei precedenti saggi “Titolo di lavorazione” nell’antologia AAVV “Ed è subito sera” (Kinesis, 2004) e “Scrivere cinema low-budget in Alessandria” (Opificio delle Arti, 2009).
Inoltre, ho aggiunto resoconti, testimonianze, riferimenti, insomma una serie di frammenti offerti al pubblico affinché possano diventare concreti spunti di discussione e proposta, nell’intento di mantenere viva l’attenzione sull’industria cinematografica che si può attrarre anche in provincia.
Con una una nota di speranza, perché passione e speranza non debbono venir meno anche quando si hanno disposizione dei sostegni, essendo questo un lavoro impegnativo, gravoso non soltanto a tratti, che per regalare soddisfazione dev’essere condotto a termine altrimenti tutto diventa vano.
Arte o mestiere che sia.

L’autore

Claudio Braggio

Alla Scuola Holden ha seguito i corsi di sceneggiatura dei cineasti Antonio Leotti, Marco Ponti, Gino Ventriglia, Lucia Moisio, Antonello Grimaldi, Domenico Procacci, seminari sulla narrazione degli scrittori Erri De Luca, Giulio Mozzi, Francesco Piccolo, lo stage su poesia e canzone con Paola Mastrocola, Luca Ragagnin, Aldo Nove, Elena Varvello e l’Holden Club III livello con Annalisa Garavaglia. Inoltre, in altri contesti, ha seguito i seminari tenuti dagli sceneggiatori Furio Scarpelli, Silvia d’Amico Bendicò, Giorgio Arlorio, Suso (Giovanna) Cecchi d’Amico.
Firma la sceneggiatura del lungometraggio “Blind Fate”, di cinque cortometraggi, cinque documentari (di tre è anche regista), tre videoclip (di uno è anche regista).
Ha collaborato ad una dozzina di servizi giornalistici televisivi per TG Rai Piemonte quindi a puntate di programmi televisivi (in ottemperanza al protocollo d’intesa stipulato fra Fondazione Film Commission Torino-Piemonte e Comune di Alessandria), fornendo contenuti e coadiuvando la redazione di testi per RAI “Unomattina” (tre inserti), RETEQUATTRO “Ricette di Famiglia” (tre puntate, Davide Mengacci e Michela Coppa), TV2000 “Capoluoghi d’Italia” (Mario Placidini), RAI TG2 “Sì Viaggiare” (Silvia Squizzato e in seguito con Daniela Bisogni), ITALIA 1 “Freedom Oltre il Confine” (Roberto Giacobbo), RAI UNO “Paesi che vai…” (Livio Leonardi), RAI TG3 “Bellitalia” (Adele De Francisci), LA7 “Una giornata particolare” (di Aldo Cazzullo, esterna con Raffaele Di Placido), LA7 “Bell’Italia in viaggio” (Fabio Troiano).
Iscritto dal 1986 all’Ordine Nazionale Giornalisti, è addetto stampa in un ente puibblico.

Scheda

Abbiamo immaginato di fare cinema
di Claudio Braggio

Sisifo Edizioni – Settembre 2026
Pagg.328 – Euro 15,00

ISBN: 9 791282 388290